LA STRADA DEI VINI

NEI DINTORNI DI BOLGHERI

La prima sosta del nostro itinerario sarà Bolgheri circondata da campi e pineta, l'oasi di Bolgheri è un lembo intatto dell'antica e selvaggia Maremma, zona di interesse internazionale. Offre rifugio agli uccelli migratori e di passo ed una rara occasione per gli appassionati di birdwatching.

Bolgheri

Immerso nelle verdi campagne maremmane si trova Castagneto Carducci, centro agricolo di origine medievale. Esso appartenne fin dai primi decenni del '200 al feudo vastissimo della Gherardesca, che mantennero i loro privilegi feudali anche quando il dominio fiorentino subentrò a quello pisano e fino al 1749, quando Castagneto venne decretato Comune autonomo. Seguì le sorti del Granducato toscano, salvo un breve dominio francese, fino all'unità d'Italia. 
Il paesaggio è prettamente agricolo ricco di oliveti e vigneti che danno vita ai vini di Bolgheri ed al prezioso Sassicaia.
Il Sassicaia (Cabernet Sauvignon 80%, Cabernet Franc 20%) venne ideato da Mario Incisa della Rocchetta. Grazie anche alla consulenza dell'enotecnico Giacomo Tachis, è divenuto un prodotto rinomato a livello mondiale. Altro nobile vino di Bolgheri è l'Ornellaia, riconosciuto dalla rivista "Decanter" come il migliore Cabernet italiano.
Lungo la statale 329, ci si inoltra nel bosco ceduo, dove ancora sopravvivono le ultime carbonaie a fuoco, a pochi chilometri dal bivio per Sassetta. 
Il paesaggio è montano con una bella vista sul mare, Sasseta fu un importante Castello passato anch'esso, nel XV secolo dal dominio pisano a quello fiorentino, ha seguito le vicende storiche dei Medici prima e dei Lorena poi. Durante gli anni Sessanta il Bolgherese si conquistò una certa fama per la consistente produzione del Rosé, commercializzato dagli Antinori.
Sempre in questi anni il vino toscano iniziò a subire una forte crisi a livello internazionale, crisi dovuta alla caduta ndei prezzi del vino, ad una minore attenzione alla qualità favoreggiando esclusivamente la quantità di produzione.
A far rivivere i gloriosi vini toscani fu il lavoro di personaggi come Mario Incisa della Rocchetta e l’enotecnico Giacomo Tachis, e la sperimentazione e l’impiego di uvaggi cosiddetti “innovativi” o internazionali, quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, e l’uso di barriques secondo le tradizioni francesi.
Il superamento della crisi riuscì a tal punto da far apparire ai giorni nostri la toscana come una delle regioni più interessanti sotto l'aspetto vinicolo.
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