ITINERARI

SULLE ORME DI SAN FRANCESCO

Molti sono stati i viaggi di San Francesco (1182-1226) che hanno toccato oltre la terra natia anche quella toscana. Quest'itinerario vi porterà nei più importanti posti di interesse francescano "toscumbri".

Eremo de La Verna (Chiusi) 


Chiesa Nuova

L'Eremo della Verna è situato sull'omonimo monte a 1.129 metri sul livello del mare.
Il monte, di proprietà del conte Orlando dei Cattani, fu donato nel 1213a San Francesco d'Assisi che con alcuni compagni vi fondò alcune celle di eremitaggio.
A comporre l'eremo sono molti edifici tra cui la chiesa Maggiore (1348), nel cui interno, rinascimentale, si ammirano notevoli terrecotte di Andrea della Robbia; la cappella delle Stimmate (1263) luogo in cui San Francesco ricevette le Stimmate; la chiesetta di Santa Maria degli Angeli (1216) che ospita, anch'essa, terrecotte dei Della Robbia. Bellissimo il panorama che si può ammirare da questo sacro monte.

Eremo delle Celle (Cortona) 


Eremo delle Celle

L'Eremo delle celle si trova a quattro chilometri a nord-est di Cortona, fondato da San Francesco nel XIII secolo.
San Francesco visitò l'eremo per l'ultima volta nel 1226, poco prima della sua morte. La struttura, prima di piccole dimensioni venne ampliata a partire dal XVI secolo.
La struttura è composta da una parte a monte di origine medioevale (alcune celle, il refettorio, una piccola corte), e da una parte a valle con la chiesa. Nelle vicinanze dell'Eremo sorge la Basilica di Santa Margherita accanto alla quale fin, dal trecento, si sviluppò il convento appartenuto prima ai terziari francescani e successivamente ai frati minori osservanti.
Suggestivo è lo sposalizio tra la struttura architettonica dell'eremo e l'ambiente circostante.

Eremo di Montecasale (Sansepolcro) 

Il Santuario si trova a breve distanza di Montecasale è collocato su una collina a breve distanza da Sansepolcro. Venne edificato nel XII secolo sui resti di un'antico castello, in origine l'eremo appartenne ai monaci Camaldolesi e successivamente venne ceduto ai frati francescani.
Si narra che San Francesco vi soggiornasse più volte. Di notevole interesse la piccola chiesa, l'oratorio e il suggestivo chiostro.

Chiesa di S. Francesco (Cortona) 


S. Francesco 

La chiesa, d'impianto gotico, si erge su di un alto podio accessibile da una gradinata, presenta una fronte  semplice e povera di decori.

 La prima edificazione venne cominciata da frate Elia Coppi nel 1245, di questa mantiene ancora l'alto portale e il rosone ora semichiuso, sopra l'altare maggiore si osserva un tabernacolo in marmo e avorio. Appartiene alla prima edificazione anche il fianco sinistro a bifore  ripristinate nell'ultimo dopoguerra. 

La chiesa fu  rimaneggiata nel XVII secolo. All'interno si trova la tomba di Ranieri Ubertini, vescovo di Cortona morto di peste, ascritta ad Angelo e Francesco di Pietro che la realizzarono nel 1345. Al suo interno un dipinto del Cigoli del 1597 intitolato S. Antonio da Padova e il Miracolo della mula, un altro di Raffaele Vanni intitolato Natività, l'Annunciazione di Pietro da Cortona e il Martirio di S. Lucia del Sagrestani. 

Santuario di S. Margherita (Cortona) 

La chiesa neogotica venne realizzata tra il 1856 e il 1897 in sostituzione di una chiesa del secolo XIII - XIV che Giovanni Pisano, secondo una tradizione non confermata dalle fonti, avrebbe costruito come ampliamento di un oratorio voluto da S. Margherita stessa e di una cella attigua ove la santa era spirata nel 1297.
Il centro del rosone proviene dall'antica chiesa e il campanile è del 1650.
Ha un interno basilicale a tre navate con decorazioni moderne e nei pilastri vi sono statue di santi tre delle quali realizzate da Amalia Duprè. Sull'altare si trova il crocefisso ligneo del XIII secolo che secondo la tradizione avrebbe parlato alla santa e l'altare maggiore custodisce all'interno di un'urna d'argento il suo corpo incorrotto.
Nella cappella di sinistra si trova la marmorea tomba di S. Margherita, di stile gotico, realizzata da Angelo e Francesco di Pietro nel 1362 sul tipo dei sepolcri di Tino da Camaino. 

Isola Maggiore (Tuoro sul Trasimeno)


Isola Maggiore

'isola Maggiore è presente nella storia francescana (Fioretti VII) che ci ricorda come il santo il Mercoledì delle Ceneri, 16 febbraio 1211, si fece sbarcare da un suo devoto barcaiolo in quest'isola al tempo deserta, portando con se soltanto due pani. Vi trascorse 42 giorni immerso nella preghiera, e mangiando solo mezzo pane fino al Giovedì santo, 30 marzo, giorno in cui venne ripreso dal barcaiolo. Nel punto ove Francesco sbarcò si trova una piccola cappella, e un poco più in alto a destra vi è un'altra cappella che ricorda il luogo ove S. Francesco si costruì una capanna. Il convento è oggi divenuto una villa e qui i frati vi dimorarono fino al 1886.
Le strutture più vecchie del convento sono del 1328, prima di questa data probabilmente i frati, abitarono all'interno di grotte; alcuni ingrandimenti risalgono al 1480. 

Convento dei Cappuccini (Città della Pieve) 

Il convento fu costruito a partire dal 23 agosto 1620, giorno della posa della prima pietra da parte di Mons. Paolucci e la chiesa ad esso annessa fu consacrata il 20 ottobre del 1652. I cappuccini qui rimasero fino al 1902 anno della soppressione quando il convento fu ceduto dal Demanio alla Congregazione di Carità che a sua volta lo diede in enfiteusi all'autorità ecclesiastica. La chiesa ed il convento furono poi rimodernati ed ampliati nel 1910 e riaperti a favore dei padri passionisti che però vi rimasero solo pochi anni.
Ora il convento è destinato ad Ospizio per i poveri.

Vi troviamo nella sagrestia un crocifisso del XVI secolo e una tela con "S. Luigi Gonzaga", nel coro, dietro l'altare "san Giovanni che addita il Redentore al di là del Giordano", in una cappella "San Felice che riceve fra le braccia Gesù bambino dalle mani della Vergine" una tela del XVIII secolo e infine sulle scale del convento una Madonna in terracotta antica ma di non grande valore artistico. 

Oratorio di S. Bartolomeo (Città della Pieve) 


Oratorio di S. Bartolomeo

Vicino alla chiesa di S. Francesco è l'Oratorio di S. Bartolomeo già esistente quando i francescani ebbero dai padri benedettini il luogo ove ora sorgono la chiesa di S. Francesco e il convento. Le cronache riportano che qui S. Bonaventura tenne un convegno di saggi e dotti religiosi per giudicare della dottrina del Beato Giovanni da Parma, ex generale dell'ordine allora accusato di eresia. Divenne poi refettorio dei frati, quindi magazzino ed in seguito viste le cattive condizioni fu abbandonato ed in tempi recenti vi furono deposti legname e calce. L'oratorio conserva due pregevoli affreschi: la Crocifissione di Gesù del Maestro degli Ordini, e la Vergine e il Bambino in braccio, Sant'Antonio Abate e S.Francesco di Assisi, ascrivibile al XIV sec. 


Eremo delle Carceri (Assisi) 


Eremo delle Carceri

Antico romitorio del XIV secolo, collocato a circa 5 km. da Assisi. San Francesco si ritirava in questo luogo, insieme ai suoi compagni, per meditare e pregare. Si narra che il nome "Eremo delle Carceri" sia dovuto al significato della parola "Carcere": Sacro Ritiro. All'inizio vi era solo un piccolo Oratorio che a Francesco sembrò il luogo adatto per la penitenza e la contemplazione. Nei primi del '300 il luogo venne affidato ai minori; nel 1373 venne consegnato al beato Paoluccio Trinci che vi costruì le prime celle, in forma di dormitorio, intorno alla grotta di San Francesco ed accanto alla Cappellina di S. Maria (oratorio di S. Maria). Successivamente il convento fu  ampliato.  L'interno conserva un refettorio con tavoli quattrocenteschi. 
Nel piano superiore c'è il dormitorio, dove sono collocate le celle. All'esterno vi è un piccolo chiostro dal quale si accede alla cappella di San Bernardino(affreschi degli inizi del sec.XV).
Sull'altare è collocato un Crocifisso che si ritiene sia quello che San Francesco portava sul petto quando andava ad evangelizzare le genti. Per una minuscola porta si ritorna all'aperto. Sul pavimento si nota una lapide traforata, detta "il Buco del Diavolo". La tradizione vuole che attraverso questa apertura nella montagna sprofondasse il demonio, dopo avere inutilmente tentato Francesco. Nel bosco sottostante vi sono le grotte del beato Rufino e del Masseo. Qui ancora si può ammirare l'albero degli uccelli, un antichissimo elce, sopra il quale gli uccelli sarebbero venuti a prendere la benedizione del Santo. 
Da vedere la grotta di frate Leone e le celle degli altri compagni del Santo, Bernardo di Quintavalle, frate Egidio, Silvestro Andrea da Spello e Antonio da Stroncone collocate dopo il fosso. 


Chiesa Nuova 

Vicino alla Piazza del Comune è visibile una splendida Chiesa del '600: il Santuario della Chiesa Nuova, edificato sui resti di un edificio ritenuto la casa paterna di San Francesco.  A ricordo del Santo la sua camera, attualmente visibile nella zona dell'altare maggiore e il negozio dove Francesco vendeva le stoffe. Nel primo pilastro a sinistra vi è il sottoscala dove venne imprigionato dal padre e dove è conservata la statua lignea del XVII secolo. Nel secondo pilastro vi è l'ingresso a ciò che resta della casa di Francesco (bottega di Pietro Bernardone). Nel presbiterio, sull'altare maggiore è il Sogno di S. Francesco di Cesare Sermei. Sul lato sinistro del presbiterio sono visibili affreschi e tele che ornano tutta la chiesa, eseguiti da due pittori assisani del XVII secolo: Sermei e Giorgetti. Le opere colocate all'interno propongono episodi della vita dei Santi Francesco, Chiara e Bernardino da Siena . 

Chiesa di San Damiano (Assisi) 


San Damiano

Il Santuario francescano (1205 -1207), è sorto dove San Francesco udì la voce di Cristo e dettò il famoso "Cantico delle Creature" (composto poi nel 1225). E' in questa chiesa che il Crocefisso dipinto nella tavola sagomata, parlò al Santo dicendogli:" Francesco ripara la mia casa che va in rovina" (alludendo alla crisi della Chiesa).  La Cappella del Crocifisso, così chiamata perché vi è collocato un Crocifisso in legno, scolpito da Fra Innocenzo da Palermo nel 1637. S L'oratorio è decorato da affreschi della fine del '300. A fiancheggiare  l'oratorio vi è una stanza nuda e disadorna: il dormitorio comune dove Chiara morì, la sera dell'11 agosto del 1253. 

Basilica di San Francesco (Assisi) 


Basilica di San Francesco

San Francesco scelse di essere sepolto sul "Colle dell'Inferno", il luogo più malfamato di Assisi, dove venivano impiccati i malfattori e i nemici politici della città. Il luogo, in seguito alla sepoltura del santo, fu chiamato "Colle del Paradiso" e sopra la tomba di Francesco, fu edificata una grande chiesa. Infatti, nel 1228, Frate Elia ricevette da Papa Gregorio IX (protettore dell'"Ordine francescano") un lotto di terreno per costruire, definendo lo stile architettonico dell'edificio stesso. La Basilica è costituita dalla sovrapposizione di due chiese di eguale estensione ma tipologicamente differenti. Papa Innocenzo IV consacrò la Basilica il 20 maggio del 1253. L'edificio sacro è in stile romanico con elementi caratteristici del gotico-transalpino.

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